Di cosa mi occupo

Il trattamento prevede uno spazio di ascolto che assegna valore centrale alla parola della persona, sia esso bambino o adulto. Il fine del percorso non è indirizzato strettamente all’eliminazione del sintomo ma all’elaborazione della cause della sofferenza e, soprattutto, alla scoperta di altri modi per esprimere la propria particolarità soggettiva.

I bambini spesso manifestano il loro disagio e la loro preoccupazione attraverso il corpo e i comportamenti. L’ampia casistica affrontata nell’esperienza di psicologa dell’Area Minori Famiglia e Disabilità presso i Servizi Sanitari mi permette di riconoscere ed inquadrare questi sintomi e accompagnare i bambini e i loro genitori a darne significato.

Svolgere i “compiti di sviluppo” caratteristici della fase adolescenziale in questa epoca di rapidissimi cambiamenti storici e culturali è un’esperienza particolarmente difficile. I ragazzi, all’uscita dal mondo infantile, scoprono orizzonti di possibilità infinite ma, allo stesso tempo, una grandissima complessità e pochissimi riferimenti.

Ansia, panico, tristezza e sensazione di vuoto, mancanza di energia, sensazione di essere in una situazione senza via d’uscita, sono solo alcuni dei campanelli di allarme che possono far pensare sia opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta per una consulenza o una richiesta di supporto, senza per questo sentirsi “meno capaci”. Anzi, chiedere aiuto dimostra la presenza di importanti risorse nella persona, anche se sta attraversando un momento di crisi.

Curare e fare formazione attraverso il gruppo significa considerare l’uomo non solo nella sua dimensione d’individuo, ma considerarlo anche in quella condizione imprescindibile di soggetto alle prese con l’altro, con la dimensione collettiva. Lavorare attraverso il gruppo significa fare in modo che la persona possa riconoscere e riflettere sulla posizione che assume nei confronti dell’Altro.

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