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IL GRUPPO PER LA CURA E PER LA FORMAZIONE

Grazie alla competenza acquisita in anni d’esperienza, mi occupo anche di psicologia e psicoterapia, oltre che di formazione, per i gruppi.

Curare e fare formazione attraverso il gruppo significa considerare l’uomo non solo nella sua dimensione d’individuo, ma considerarlo anche in quella condizione imprescindibile di soggetto alle prese con l’altro, con la dimensione collettiva. L’esistenza dell’uomo, infatti, sin dalla sua venuta al mondo è segnata dal riferimento ad un gruppo sia questo la famiglia, gli amici, i compagni…

Quando si prende la parola nel gruppo si accoglie la possibilità e, allo stesso tempo, il rischio dell’ascolto degli altri e delle parole che da ciò ne possono derivare. Queste parole possono provocare un importante effetto di apertura in contrasto con la tendenza alla ripetizione che il soggetto sperimenta, invece, nelle situazioni di sofferenza sintomatica.

Lavorare attraverso il gruppo, per chi ha una formazione di tipo psicoanalitico, significa avere come riferimento le teorie di Freud e Lacan e, quindi, in particolare, fare in modo che la persona possa riconoscere e riflettere sulla posizione che assume nei confronti dell’Altro.

Inoltre, la possibilità di ampliare ulteriormente la prospettiva psicoanalitica utilizzando il gioco secondo il modello dello psicodramma analitico – così come è stato rielaborato dai coniugi Paul e Gennie Lemoine – permette al soggetto di rintracciare il proprio ruolo e il proprio posto rispetto al mondo. L’effetto di questo dispositivo non si riduce, quindi, ad un mero effetto catartico-liberatorio come accade in altre forme di esperienza espressivo-terapeutica di gruppo.

Qualcosa del mondo del soggetto può essere “ri-presentato” attraverso la scena drammatizzata.

Come funziona

La situazione che la persona rappresenta attraverso il gioco psicodrammatico a partire da ciò che ricorda di un fatto o un evento – in una certa misura similmente a quanto accade nel gioco di ruolo – permette di cogliere il volto reale ed immaginario di ciò che è narrato. Allo stesso tempo permette di portare le cose del mondo in un’altra scena, cosa che da una parte fa emergere qualcosa di inconscio e, contemporaneamente, costringe il soggetto a rispettare le leggi simboliche di spazio e tempo in quanto nella scena egli si trova a prendere un posto e una parola ben precisi.

Freud aveva messo in evidenza che “il contrario del gioco non è ciò che è serio, bensì ciò che è reale”. Questo reale è ciò che tutti noi tocchiamo con mano quando ci troviamo di fronte ad un impossibile, qualcosa che ci mette in scacco.

Nello psicodramma avviene che nell’inversione di ruolo il soggetto – che impersonifica qualcun altro – possa sperimentare qualcosa, invece, di inatteso, di sorprendente. Si tratta di una condizione d’incertezza e di rischio, nella quale può capitare che la persona percepisca una non coincidenza con l’immagine di sé che aveva. Questa condizione, seppure scomoda, permette poi di aprire la strada a nuove consapevolezze e nuove soluzioni.

Altre volte accade che qualcosa che il soggetto non riesce a dire, non riesce a cogliere, possa invece emergere attraverso il gioco; oppure può capitare che questo effetto di verità e sorpresa sia possibile attraverso lo sguardo dell’altro che osserva il gioco. Il soggetto, attraverso ciò che l’altro ha colto e gli rimanda, scopre di avere risorse apparentemente perdute o magari semplicemente mai riconosciute.

Quello del gruppo di psicodramma è, quindi, un dispositivo che permette di aprire nuove domande e di far rimettere in gioco il soggetto (l’operatore sanitario, l’educatore, l’insegnante…) piuttosto che imbrigliarlo in un sapere tecnico precostituito. Si evita in questo modo d’indurre il soggetto a focalizzarsi su un modello ideale che gli farebbe perdere di vista cosa sia realmente in gioco nella persona che ha di fronte e nella relazione con essa.

Per questo esso risulta molto utile, non solo nel lavoro di cura, ma anche in quello di supervisione e formazione.

psicologo di gruppo udine gemona giovanna stabile
psicoterapeuta di gruppo udine gemona giovanna stabile

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